Le armi nel Wing Chun sono un’arte obsoleta?

Con questa domanda molto frequente mi scontro da quando ho iniziato a insegnare Wing Chun, e persino alcuni studenti di Wing Chun mantengono questa opinione anche dopo molti anni di allenamento.
Qui sotto cercheremo almeno in parte di spiegare perché non è così e che questa opinione nasce da una comprensione insufficiente dell’intero sistema.

Perché senza di esse il Wing Chun spesso rimane solo in superficie?

Chi comprende le armi, comprende il sistema. Nel Wing Chun si discute spesso se le armi siano davvero una parte necessaria del sistema, oppure solo un complemento storico. Alcuni praticanti si dedicano per anni esclusivamente alle tecniche a mani nude, al perfezionamento del Chi Sao e all’infinito affinamento dei dettagli nelle forme senza armi, mentre percepiscono le armi solo come qualcosa di marginale, eventualmente ‘per i molto avanzati’. Questo approccio però trascura un fatto fondamentale:
le armi non sono una sovrastruttura del Wing Chun. Sono la chiave per comprenderlo.

Il Wing Chun, fin dalle sue origini, non si è basato sulla quantità di tecniche, ma su pochi principi e teorie fondamentali, estremamente precisi, come ad esempio:

  • il lavoro sulla linea centrale

  • la struttura del corpo

  • l’angolo e la distanza

  • l’economia del movimento

  • la difesa e l’attacco simultanei

  • la pressione in avanti

Queste teorie possono essere praticate serenamente anche per anni senza l’uso delle armi, ma senza una vera verifica spesso rimangono eccessivamente teoriche. È proprio qui che entrano in gioco le armi.

Le armi come cartina di tornasole del sistema

Con le armi gli errori non si nascondono.
Quello che nel combattimento a mani nude può ancora ‘passare’ in qualche modo, con le armi viene punito immediatamente:

  • struttura scorretta → colpo, fine del gioco!

  • angolo sbagliato → colpo, fine del gioco!

  • tempismo errato → colpo, fine del gioco!

  • ecc.

L’arma amplifica le conseguenze di ogni decisione, di ogni tecnica, di ogni movimento. Grazie a ciò costringe il praticante a comprendere e rispettare in profondità le teorie e i principi del Wing Chun, invece di limitarvisi a imitarli meccanicamente.

Bastone lungo: la base della forza, del passo e della struttura, i ‘muscoli del Wing Chun‘

La forma con il bastone lungo (Luk Dim Boon Kwun) non riguarda il ‘shermo’.
Si tratta di esercitare:

  • la forza di tutto il corpo

  • la stabilità della posizione

  • il corretto trasferimento del peso

Chi pratica correttamente il bastone scopre molto rapidamente che:

  • le braccia da sole non bastano

  • la forza non proviene dalle braccia, ma dal corpo

  • il passo è importante tanto quanto la tecnica

Queste consapevolezze si riflettono direttamente nel combattimento a mani nude.

Spade farfalla: il Wing Chun nella sua forma più pura, il ‘cervello del Wing Chun’.

Le spade farfalla (Baat Jam Do) funzionano come prolungamenti delle mani.
Tutto ciò che il praticante fa con esse deve corrispondere alla struttura e alla logica delle tecniche a mani nude. Qualsiasi superfluità o ‘movimento ornamentale’ viene immediatamente rivelato come non funzionale.

La dimensione psicologica: la fine delle illusioni

L’allenamento con le armi cambia anche il modo di pensare:

  • l’ego scompare

  • scompaiono gli scambi di colpi

  • scompare il gioco delle tecniche

Rimane solo:

  • decisione

  • intenzione chiara

  • la volontà di concludere il conflitto il più rapidamente possibile

Questa è esattamente la mentalità da cui è nato il Wing Chun.

Chi pratica solo a mani nude spesso rimane solo in superficie. Il praticante che evita le armi può anche sembrare tecnicamente valido, essere veloce e agile e avere un Chi Sao molto solido. Ma molto spesso non comprende il lavoro reale del corpo, non ha una struttura solida sotto pressione e non capisce il sistema nella sua interezza.

Chi comprende le armi, comprende il sistema

Le armi nel Wing Chun non sono un capitolo a sé stante. Sono il Wing Chun concentrato.
Chi lo comprende capisce anche perché il Wing Chun ha proprio la struttura che ha.
Ed è proprio per questo che vale un’idea semplice ma fondamentale:
Chi comprende le armi → comprende il sistema.
Chi pratica solo a mani nude → spesso rimane solo in superficie.
Chi si allena con le armi vede rapidamente crescere la sua comprensione e le sue capacità di combattimento.

PS: Questo articolo non è, non vuole essere e non può essere una spiegazione completa dell’intero problema, perché sarebbe piuttosto un libro a sé stante, e molto di più possiamo raccontare durante l’allenamento con esempi concreti. L’obiettivo era solo rispondere alla domanda iniziale:”

Le armi nel Wing Chun sono un’arte obsoleta? NO!