Come dovrebbe essere il Sifu?
Molti studenti scelgono il loro maestro di arti marziali in modo completamente sbagliato.
Molti studenti scelgono il proprio maestro di arti marziali in modo completamente sbagliato. Spesso cedono a immagini cinematografiche che poi trasferiscono nel mondo reale. Si immaginano un maestro asiatico con una lunga barba bianca, che levita durante la meditazione e risponde a ogni domanda con profondi pensieri filosofici. Non si rendono conto, però, che questi aspetti esteriori sono del tutto secondari.
La cosa più importante è che il maestro voglia davvero insegnare e ne sia capace. E questo non è affatto scontato, come ho potuto constatare più volte di persona. Le scuole e le presentazioni di questi “maestri” spesso ricordano uno spettacolo ben orchestrato da un solo protagonista – pieno di intrattenimento, ma privo di risultati reali. Gli allievi, anche dopo molti anni di allenamento, non sono nemmeno lontanamente al livello del maestro, né sembrano avvicinarsi progressivamente a lui.
A cosa mi serve che il mio maestro sia il più rinomato in assoluto, se non è in grado – o non vuole – insegnarmi qualcosa? Un buon allievo, infatti, non diventa automaticamente un buon maestro. Sono due discipline diverse. Saper ascoltare, comprendere, lasciarsi guidare e allenarsi con dedizione è qualcosa di completamente diverso dal correggere con pazienza, spiegare e guidare attivamente gli altri. Anche chi vuole insegnare deve continuare a imparare. Un buon insegnante, infatti, non sa solo cosa trasmettere, ma anche a chi, quando e soprattutto come.
Possiamo immaginare l’insegnante come un grande recipiente pieno di conoscenze e abilità, mentre l’allievo ha solo un collo stretto. Se l’insegnante è impaziente o l’allievo è distratto, si perdono più conoscenze, tempo ed energia di quante ne vengano realmente trasmesse. Per questo è fondamentale che insegnante e allievo trovino una strada comune e funzionino come le due facce della stessa medaglia.
Non dimentichiamo però che tutto dipende prima di tutto dalle persone e che esistono eccezioni da entrambe le parti. Quando però si riesce a trovare la giusta sintonia tra insegnante e allievo, può nascere un rapporto che fa crescere entrambi – ed è proprio questo l’aspetto più prezioso delle arti marziali.